Bonus autonomi e partite IVA: prime istruzioni dall’INPS

Bonus autonomi e partite IVA: prime istruzioni dall’INPS

L’INPS ha pubblicato le prime istruzioni sulle indennità previste dal decreto Cura Italia a favore dei lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati.

Le istruzioni sono arrivate con i messaggi del 20 marzo 2020:

  • n. 1281, su congedi parentali, permessi legge n. 104/92, bonus baby-sitting;
  • n. 1286, sulla proroga del termine di presentazione delle domande di NASpI, di DIS-COLL e di disoccupazione agricola;
  • n. 1287, su cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga;
  • n. 1288, sulle indennità previste per particolari categorie di lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati.

In particolare, quindi, con il messaggio n. 1288 del 2020 l’INPS fornisce una prima, sintetica, illustrazione in merito alle cinque indennità previste, per il mese di marzo 2020, a favore di particolari categorie di lavoratori autonomi, parasubordinati e subordinati. l’INPS si riserva di fornire istruzioni operative e procedurali in merito all’applicazione dei benefici con una prossima circolare, che sarà pubblicata dopo il parere favorevole del Ministero del Lavoro.

Di seguito il vedremo in dettaglio chi sono i beneficiari delle indennità.

Liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi (art. 27)

Beneficiari dell’indennità sono:

  • liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del T.U.I.R.) iscritti alla Gestione separata dell’INPS (sono esclusi, quindi, i liberi professionisti iscritti ad Albi e, quindi, alle Casse di previdenza professionale);
  • collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo alla data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata dell’INPS.

Entrambe le categorie di lavoratori non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria.

L’indennità sarà erogata dall’INPS nel limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro per l’anno 2020.

Autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (art. 28)

Beneficiari sono i lavoratori (autonomi) iscritti alle gestioni:

  • Artigiani;
  • Commercianti;
  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

Non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria ad esclusione della Gestione separata INPS.

L’indennità è erogata dall’INPS nel limite di spesa complessivo di 2.160 milioni di euro per l’anno 2020.

Indennità lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29)

Si tratta dei lavoratori dipendenti stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra  il 1° gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020.

Non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono essere titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.

Nel messaggio n. 1288 del 2020, l’INPS preannuncia che, nella circolare di prossima emanazione, verrà valutata l’opportunità di fare riferimento alle attività svolte dai lavoratori impiegati in tali settori.

L’indennità è erogata dall’INPS nel limite di spesa complessivo di 103,8 milioni di euro per l’anno 2020.

Lavoratori agricoli (art. 30)

I beneficiari sono gli operai agricoli a tempo determinato e le altre categorie di lavoratori iscritti negli elenchi annuali purché: o possano fare valere nell’anno 2019 almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente; o non siano titolari di pensione.

L’indennità è erogata dall’INPS nel limite di spesa complessivo di 396 milioni di euro per l’anno 2020.

Lavoratori dello spettacolo (art. 38)

Si tratta dei lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo con i seguenti requisiti:

  • almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo;
  • con reddito non superiore a 50.000 euro nell’anno 2019;
  • non titolari di un trattamento pensionistico diretto né di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020.

L’indennità é erogata dall’INPS nel limite di spesa complessivo di 48,6 milioni di euro per l’anno 2020.

Per tutte le indennità valgono le seguenti regole:

  • sono riconosciute (attualmente) solo per il mese di marzo;
  • ammontano a 600 euro;
  • sono esentasse;
  • non possono essere cumulate tra esse;
  • non spettano a chi è percettore di reddito di cittadinanza.

Il decreto legge n. 18 del 2020, ha attribuito all’INPS il compito di monitorare il rispetto dei limiti di spesa e di comunicare i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e al MEF. Se dovessero emergere degli scostamenti rispetto al limite di spesa fissato dal legislatore, anche in via previsionale, l’INPS, bloccherà l’accoglimento delle domande.

Va comunque detto che il Governo, contando sulle risorse stanziate dall’Europa,  sta lavorando ad un possibile rifinanziamento della misura in un secondo decreto legge, che sarà emanato, presumibilmente, entro la prima metà di aprile.

Domande

Per ricevere l’indennità, dovrà essere presentata una domanda all’INPS in via telematica, utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per i patronati nel sito internet dell’Inps, www.inps.it.

Probabilmente sarà necessario accedere all’apposita area utilizzando il PIN rilasciato, previa richiesta, dall’INPS. E’ consigliabile, quindi, per chi non ne fosse già in possesso, richiedere il PIN seguendo le istruzioni fornite dall’Istituto.

L’INPS non ha ancora rilasciato i moduli per le domande che saranno disponibili, entro la fine del mese di marzo, dopo l’adeguamento delle procedure informatiche.

pippo967