Circolare AdE 8/E/2020: sospensione dei versamenti e adempimenti

Circolare AdE 8/E/2020: sospensione dei versamenti e adempimenti

L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare 8/E pubblicata il 3 aprile scorso, ha fornito la propria interpretazione in merito alla sospensione dei termini per gli adempimenti e i versamenti tributari, prevista nelle norme contenute nel DL 18/2020.

Rimandando ad altro contributo che schematizza le risposte dell’Agenzia, in questa sede preme evidenziare alcuni aspetti critici oggetto di chiarimento.

Il primo chiarimento riguarda l’individuazione dei soggetti, di cui all’articolo 61 D.L. 18/2020, che svolgono un’attività rientrante nei settori elencati e particolarmente colpiti dalla crisi conseguente all’emergenza epidemiologica. In caso di imprese che svolgono più attività, è necessario che quelle oggetto di sospensione siano svolte in maniera prevalente, “… intendendosi per tali quelle da cui deriva, nell’ultimo periodo d’imposta per il quale è stata presentata la dichiarazione” (2018) “, la maggiore entità
dei ricavi o compensi” .

I codici Ateco individuati nelle risoluzioni 12/E e 14/E “… sono meramente indicativi …” e ciò che rileva è che nella sostanza l’attività svolta rientri tra quelle elencate nelle lettere da a) a r) dell’articolo 61, comma 2, D.L. 18/2020.

Tra i chiarimenti più attesi vi erano quelli relativi ai termini di emissione della fattura elettronica e di memorizzazione e invio dei corrispettivi telematici.

Per quanto riguarda il primo aspetto, l’Agenzia delle entrate, ritiene che l’emissione delle fatture elettroniche non rientri tra gli adempimenti sospesi, anche tenendo conto dei riflessi che tale documento ha nei confronti della controparte commerciale (detrazione dell’Iva e deduzione del costo).

Anche la memorizzazione e l’invio dei corrispettivi telematici, secondo l’Agenzia delle Entrate, non rientra nella sospensione. Fanno eccezione i soggetti con volume d’affari inferiore a 400.000 euro che,  avvalendosi della disposizione di cui all’articolo 2, comma 6-ter, D.Lgs. 127/2015, fino al 30 giugno 2020 non utilizzano il registratore telematico (continuando quindi ad emettere ricevute e scontrini) ed inviano i corrispettivi in via telematica entro la fine del mese successivo. Per tali soggetti opera la sospensione, così come ricade nel differimento la trasmissione telematica dei corrispettivi generati dalla gestione di distributori automatici (termine di 60 giorni con necessità di intervento del tecnico incaricato).

In materia di controllo da parte del committente sul corretto adempimento degli obblighi di sostituto d’imposta da parte dell’appaltatore (articolo 17-bis D.Lgs. 241/1997, introdotto dall’articolo 4 D.L. 124/2019), l’Agenzia purtroppo ritiene che operi la sospensione solo nel caso in cui in capo all’appaltatore siano differiti i termini per l’effettuazione delle ritenute. Pertanto, è necessario verificare che quest’ultimo rientri tra i soggetti di cui all’articolo 61 D.L. 18/2020 (settori maggiormente colpiti) o tra le “piccole” imprese di cui all’articolo 62 dello stesso Decreto (soggetti con ricavi non superiori ad euro 2.000.000).

In relazione ai termini di registrazione degli atti (pubblici e privati) e di versamento dell’imposta di registro correlata, l’Agenzia delle Entrate ritiene che, essendo sospesi i termini di registrazione, anche l’imposta di registro dovuta sia conseguentemente sospesa, trattandosi di un obbligo che sorge con la registrazione.

Lo stesso principio viene applicato anche in merito al versamento delle imposte relative alle dichiarazioni di successione il cui termine di presentazione scade tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020, in quanto i termini di presentazione sono differiti al 30 giugno 2020,

Infine, l’Agenzia chiarisce che, per la verifica del limite (riferito all’anno 2019) dei 2.000.000 di euro dei ricavi e compensi, dei soggetti di cui all’articolo 62 del D.L. n. 18/2020 per il differimento dei termini di versamento delle ritenute sul lavoro dipendente e assimilato,  dei contributi previdenziali ed assicurativi e dell’Iva di marzo, si deve tener conto del regime reddituale adottato dal singolo contribuente ((competenza, cassa, o metodo improntato alla cassa) e non rilevano eventuali adeguamenti ad un maggior livello di affidabilità fiscale Isa.

Vedi anche: Decreto “Cura Italia”: i chiarimenti delle Entrate in sintesi

pippo967