Requisiti e validità dei collegamenti da remoto per le assemblee societarie

Requisiti e validità dei collegamenti da remoto per le assemblee societarie

Tra le misure adottate per combattere l’emergenza sanitaria da Coronavirus vi sono quelle all’obbligo di distanziamento sociale che, in tema di regolare svolgimento delle riunioni societarie, hanno  generato un clima di motivata tensione, dovendosi considerare con la massima prudenza la validità delle riunioni.

La necessità di effettuare riunioni societarie in collegamento da remoto ha portato gli addetti ai lavori a verificarne la fattibilità sia sul piano formale che sul piano operativo.

La disciplina delle riunioni societarie, senza presenza fisica dei partecipanti e con espressione del voto diversa dal concorso contestuale alla formazione dei deliberati, è basata su disposizioni di legge che richiedono tutte, per la validità delle sedute, una specifica previsione statutaria.

In carenza della previsione statutaria di sedute in collegamento da remoto di uno o più organi collegiali o di forme alternative di espressione del voto da parte dei soci , gli amministratori avrebbero dovuto convocare i soci in seduta straordinaria per la modifica dello statuto. Ma, anche in questo caso, insorge il problema relativo alle norme sul distanziamento sociale: il recarsi ad un’assemblea, ad esempio, può essere considerato un comprovato motivo di lavoro anche per i partecipanti per i quali tale accesso non rientra nell’oggetto della professione o nelle maniosioni del contratto di lavoro?

Decreto Cura Italia

Ad alleggerire la situazione è giunto l’art. 106 (“norme in materia di svolgimento delle assemblee di società”) del D.L. n. 18/2020 che, in deroga degli artt. 2364, comma 2, e 2478-bis c.c., alle eventuali più restrittive clausole statutarie o in carenza di esse, ha disposto il rinvio della convocazione dell’assemblea annuale che approva il bilancio mediante lo spostamento del termine ordinario di convocazione da 120 a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Lo stesso articolo ha anche disposto che l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie delle spa, sapa, srl, società cooperative e mutue assicuratrici, possa prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie:

  • l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione;
  • la partecipazione esclusivamente in collegamento mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti degli artt. 2370, comma 4, 2479-bis, comma 4, e 2538, comma 6, del c.c., senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.

Inoltre, è stata altresì contemplata, specificatamente per le assemblee delle Srl, la validità delle espressioni di voto mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto, anche in deroga alla relativa previsione statutaria dell’art 2479, comma 4, c.c. o in carenza di essa.

Il D.L. n. 18/2020, comunque, non si occupa di tutte le riunioni societarie, ma solo di quelle relative all’assemblea dei soci, nulla disponendo in merito alle assemblee dei consigli di amministrazione e degli altri organi di governo societario, indispensabili al corretto svolgimento delle convocande assemblee.

Intervento del CNDCEC

Sul tema, è intervenuto con tempestività il CNDCEC che ha pubblicato il documento di ricerca del 18 marzo 2020, rubricato “Le novità del decreto sull’emergenza da Covid-19 D.L. n.18/2020 c.d. Cura Italia”, in cui si è evidenziato che “Con specifico riferimento alle riunioni del consiglio di amministrazione, si rammenta che l’art. 2388, primo comma, c.c. demanda allo statuto di prevedere che la presenza alle riunioni avvenga tramite mezzi di telecomunicazione. Pur nel silenzio delle nuove disposizioni contenute nel Decreto, le indicazioni fornite dal Governo circa le misure del distanziamento sociale nel DPCM adottato l’8 marzo 2020, possono trovare applicazione per le riunioni di tutti gli organi sociali quando manchi una previsione di statuto che ne legittimi l’utilizzo.”

Nella speranza che l’interpretazione fornita dal CNDCEC sia recepita dal Parlamento in sede di conversione del D.L. 18/2020, si evidenzia, infine, che le disposizioni del menzionato art. 106 sono limitate alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale è in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza della epidemia da COVID-19.

pippo967