Sospensione dei versamenti di aprile e maggio: a chi spetta ed a quali condizioni

Sospensione dei versamenti di aprile e maggio: a chi spetta ed a quali condizioni

L’art. 18, D.L. n. 23/2020 – in vigore dal 9 aprile 2020 – dispone, per gli esercenti attività d’impresa, arte e professione, residenti nel territorio dello Stato, la sospensione dei versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e delle trattenute relative all’addizionale regionale o comunale, che gli stessi operano in qualità di sostituti d’imposta, dell’IVA e dei contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, a condizione che:

  • nel caso in cui nel 2019 abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 50 milioni, abbiano registrato una riduzione del fatturato o dei corrispettivi almeno pari al 33% nel mese di marzo 2020 rispetto a quanto conseguito nel mese di marzo 2019, e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente;
  • nel caso in cui nel 2019 abbiano conseguito ricavi o compensi superiori a 50 milioni, devono aver registrato una riduzione del fatturato o dei corrispettivi almeno pari al 50% nel mese di marzo 2020 rispetto a quanto conseguito nel mese di marzo 2019, e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

I parametri da prendere in considerazione, ai fini dell’accesso alla sospensione, sono due:

  1. i ricavi o i compensi conseguiti, per la quantificazione della soglia di 50 milioni di euro;
  2. la riduzione del fatturato, per verificare la soglia di riduzione.
Verifica del fatturato

Per prima cosa, occorre precisare che per fatturato si deve intendere il totale dei ricavi o compensi risultanti dalle fatture emesse a fronte di operazioni effettuate ai sensi dell’art. 6 del decreto IVA.

La verifica di questo requisito risulta abbastanza semplice, sia per il contribuente che per l’erario, visto che la quasi totalità delle fatture “domestiche” è emessa in formato elettronico e transita tramite il Sistema di Interscambio. Fanno eccezione le fatture emesse a fronte di operazioni con soggetti non residenti o stabiliti in Italia, i cui dati sono reperibili mediante esterometro inviato all’Agenzia delle Entrate.

Occorre ricordare, inoltre, che dal 1° luglio 2019, le fatture immediate possono essere emesse entro i 12 giorni successivi, quelle differite entro emesse entro il giorno 15 del mese successivo ed entrambe devono essere registrate nei registri IVA vendite entro il giorno 15 del mese. Di ciò si deve tener conto nel fare il raffronto tra il fatturato dei mesi di marzo ed aprile 2019 con quello degli stessi mesi del 2020.

Anche con riferimento al calcolo dei corrispettivi, quello che rileva è sempre il giorno di effettuazione dell’operazione riscontrabile nella memorizzazione e trasmissione telematica e giornaliera dei dati dall’Agenzia delle Entrate.

pippo967